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Dati e Ricerca

Le informazioni raccolte nelle sezioni che seguono danno conto dell’evoluzione del Nucleo ERP di Corviale, attraverso l’analisi dei dati del database gestionale di ATER Roma del 2021, con particolare riferimento a:

  1. composizione dei nuclei famigliari;
  2. reddito delle famiglie e condizioni economiche;
  3. condizione lavorativa e tipologie di impiego;
  4. povertà economica

Finalità

L’analisi socio-economica su base ATER nel quadro del progetto “Territori a Disoccupazione Zero”

di Enrico Puccini e Federico Tomassi

Se l’analisi su base ISTAT consente di ricostruire le trasformazioni demografiche di lungo periodo del Nucleo ERP di Corviale, l’indagine fondata sui dati ATER permette di osservare il funzionamento concreto del sistema abitativo pubblico e le condizioni economiche effettive dei residenti. Questa seconda fase della ricerca si inserisce pienamente nel progetto PNRR “Territori a Disoccupazione Zero”, che individua nel rafforzamento dell’occupazione e nella riduzione delle fragilità economiche uno degli assi strategici di intervento.

Il database gestionale di ATER Roma costituisce una fonte amministrativa di particolare rilevanza, in quanto raccoglie informazioni certificate relative alla composizione dei nuclei familiari, ai redditi dichiarati, alla condizione lavorativa dei singoli componenti e alla situazione economica complessiva degli assegnatari. A differenza delle statistiche aggregate, questi dati consentono di analizzare con precisione il numero dei percettori per nucleo, l’incidenza della povertà, la presenza di famiglie con reddito nullo e la struttura occupazionale effettiva del quartiere.

L’obiettivo dell’indagine è comprendere in che misura la disoccupazione e la fragilità reddituale siano fenomeni congiunturali o strutturali e quale relazione esista tra condizione lavorativa, dimensione del nucleo e permanenza nell’ERP. L’ipotesi di lavoro è che, in contesti caratterizzati da scarsa mobilità abitativa e bassa rotazione degli alloggi, il sistema ERP possa diventare non solo un dispositivo di protezione sociale, ma anche uno spazio in cui le condizioni di vulnerabilità tendono a stabilizzarsi nel tempo.

Nel Nucleo ERP di Corviale, l’analisi dei dati ATER riguarda l’intera popolazione residente: oltre mille nuclei familiari e quasi duemilacinquecento persone. La ricostruzione puntuale dei redditi medi per nucleo e per persona, l’individuazione delle famiglie sotto la soglia di povertà e la distinzione tra popolazione attiva e inattiva consentono di delineare una mappa dettagliata delle fragilità economiche. In particolare, emerge con chiarezza il peso della disoccupazione e dell’inattività, nonché la forte concentrazione del lavoro in segmenti a bassa qualificazione e basso reddito.

Nel quadro del progetto “Territori a Disoccupazione Zero”, questi elementi assumono una rilevanza strategica. La disoccupazione non può essere letta esclusivamente come un problema individuale, ma deve essere interpretata come esito di un sistema territoriale in cui abitare, lavoro e reddito sono strettamente intrecciati. La presenza di nuclei numerosi sostenuti da un solo percettore, l’elevata quota di famiglie sotto la soglia di povertà e la diffusione di redditi molto bassi indicano che le politiche attive del lavoro devono essere accompagnate da interventi integrati sul piano abitativo e sociale.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il legame tra ERP ed emergenza abitativa cittadina. Gli alloggi occupati oggi nel Nucleo di Corviale rappresentano una quota del patrimonio pubblico che, in assenza di mobilità e incremento dello stock, non può essere destinata ai nuovi nuclei in graduatoria. In questo senso, l’analisi ATER non si limita a descrivere una condizione locale, ma contribuisce a chiarire il nesso tra blocco del turnover, concentrazione della fragilità economica e difficoltà di attuare politiche di mix sociale in un contesto di forte domanda abitativa.

L’indagine su base ATER si propone quindi di fornire una base conoscitiva solida per orientare interventi che vadano oltre la sola riqualificazione fisica del patrimonio, ponendo al centro il rafforzamento dell’occupazione, l’aumento del numero di percettori per nucleo e l’integrazione tra politiche del lavoro e politiche abitative. Solo attraverso questa lettura integrata è possibile affrontare in modo strutturale la disoccupazione e prevenire la cristallizzazione della povertà all’interno del sistema ERP

INDAGINE SULLA POVERTA' NEI QUARTIERI DI EILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA ATTRAVERSO I DATI ATER 2021 - IL CASO DI CORVIALE

Metodologia

Redditi, lavoro e povertà nel Nucleo ERP di Corviale

L’analisi delle condizioni socio-economiche del Nucleo ERP di Corviale si fonda sull’utilizzo del database gestionale di ATER Roma, ente responsabile della gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. A differenza dei censimenti ISTAT, che consentono una lettura storica e comparativa su lungo periodo, i dati ATER offrono una fotografia puntuale e aggiornata della popolazione residente, con un livello di dettaglio particolarmente elevato su redditi, composizione dei nuclei, condizione lavorativa e povertà.

Il principale valore metodologico dei dati ATER risiede nel fatto che essi derivano da informazioni amministrative certificate, raccolte nell’ambito delle procedure di gestione degli alloggi ERP: revisione dei canoni, dichiarazioni reddituali, composizione dei nuclei familiari, condizione occupazionale dei singoli componenti. Questo consente di lavorare su redditi reali e verificati, superando uno dei limiti strutturali delle fonti statistiche ordinarie, che spesso restituiscono solo proxy indirette del reddito o valori medi territoriali troppo aggregati.

L’unità di analisi adottata è il Nucleo ERP di Corviale, inteso come insieme degli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti da ATER all’interno del complesso. L’analisi riguarda 1.076 nuclei familiari e 2.480 persone, consentendo una lettura esaustiva dell’intero insediamento, senza ricorrere a campionamenti o stime.

Dal punto di vista metodologico, l’analisi si sviluppa lungo tre assi principali.

Il primo asse riguarda la struttura dei nuclei familiari. I dati ATER permettono di distinguere i nuclei per numero di componenti e di incrociare questa informazione con età, condizione lavorativa e reddito. Questo passaggio è centrale, perché consente di superare una lettura puramente individuale della povertà e di mettere in evidenza i meccanismi di dipendenza interna al nucleo, particolarmente rilevanti nei contesti ERP.

Il secondo asse riguarda il reddito, analizzato sia a livello di nucleo sia a livello individuale. L’analisi distingue tra:

  • reddito medio per nucleo;
  • reddito medio per persona;
  • reddito medio per persona adulta, escludendo i minori.

Questa articolazione consente di evitare letture distorte basate esclusivamente sul reddito complessivo del nucleo e di evidenziare come, in molti casi, redditi apparentemente “accettabili” nascondano in realtà situazioni di forte fragilità pro capite, dovute alla presenza di pochi percettori a fronte di molti componenti.

Il terzo asse riguarda la condizione lavorativa, che viene ricostruita distinguendo tra popolazione attiva e inattiva e, all’interno degli attivi, tra occupati e disoccupati. I dati ATER permettono inoltre di classificare le principali tipologie occupazionali (operai, impiegati, autonomi), rendendo visibile il grado di diversificazione o concentrazione del lavoroall’interno del quartiere. Questo consente di collegare direttamente struttura occupazionale e livelli di reddito, mostrando come il lavoro operaio a basso reddito rappresenti il principale pilastro economico dell’insediamento, senza però garantire mobilità sociale.

Un passaggio metodologico particolarmente rilevante è l’analisi della povertà. Utilizzando le soglie adottate da ATER, è stato possibile individuare:

  • le famiglie sotto la soglia di povertà;
  • le famiglie con reddito pari a zero.

L’incrocio di questi dati con la dimensione del nucleo consente di distinguere tra povertà “diffusa” e povertà estrema, mettendo in luce come quest’ultima si concentri in modo particolare nei nuclei più numerosi, ma sia presente anche in una quota significativa di nuclei monocomponente, spesso anziani soli.

È importante sottolineare che l’analisi ATER non sostituisce quella basata sui censimenti ISTAT, ma la integra. Se i dati ISTAT permettono di ricostruire le traiettorie di lungo periodo (invecchiamento, perdita di popolazione, trasformazioni familiari), i dati ATER consentono di comprendere come funziona oggi il sistema ERP, quali sono le sue fragilità strutturali e perché, in assenza di mobilità abitativa e di politiche integrate su lavoro e reddito, tali fragilità tendano a cristallizzarsi.

Nel complesso, la metodologia adottata mira a restituire una lettura puntuale, strutturale e operativa delle condizioni socio-economiche del Nucleo ERP di Corviale, fornendo una base conoscitiva solida per valutare l’efficacia delle politiche di rigenerazione urbana e per orientare interventi che vadano oltre la sola dimensione fisica dell’abitare.

 

Distribuzione dei nuclei famigliari per numero di componenti

Distribuzione degli abitanti per numerosità dei nuclei

Lettura interpretativa

La struttura dei nuclei di Corviale non replica il modello urbano romano.
A Roma:

  • l’aumento dei nuclei piccoli è legato a mobilità, studenti, giovani adulti, separazioni;
  • la presenza di famiglie medio-grandi resta significativa in molte aree.
  • A Corviale, invece:
    i nuclei piccoli derivano prevalentemente da invecchiamento e dissoluzione dei nuclei originari;
  • molti nuclei di due persone sono coppie anziane o anziano + caregiver;
  • la riduzione dei nuclei numerosi non è compensata da nuove famiglie in ingresso.

Il dato è particolarmente critico se letto insieme alla dimensione degli alloggi ERP, progettati per famiglie numerose e oggi occupati da nuclei molto piccoli.

Reddito e composizione dei nuclei nel Nucleo ERP di Corviale

Dimensione familiare, persone senza reddito e reddito medio

Indicatore

Distribuzione dei nuclei per numero di componenti, con distinzione tra persone con e senza reddito e reddito medio per nucleo e per persona.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale (1.076 nuclei, 2.480 persone).

i dati ATER

Il dato complessivo è già molto significativo:

  • 2.480 residenti, di cui 987 persone senza reddito→ 39,8%
  • Reddito medio:
  • 17.634 € per nucleo
  • 7.651 € per persona

Ma è la scomposizione per dimensione del nucleo a far emergere le criticità strutturali.

Reddito e dimensione del nucleo

All’aumentare del numero di componenti:

  • il reddito medio per nucleo cresce moderatamente(fino a 24.145 € nei nuclei da 4 persone),
  • ma il reddito per persona crollain modo netto.

Alcuni valori chiave:

  • 1 persona:10.820 € per persona
  • 2 persone:9.320 € per persona
  • 3 persone:7.375 € per persona
  • 4 persone:6.036 € per persona
  • 5 persone:3.862 € per persona
  • 6–8 persone:tra 2.600 e 3.000 € per persona

Oltre i 3 componenti, il reddito pro capite scende rapidamente sotto soglie di povertà evidenti.

Reddito medio per nucleo e per persona

Persone con reddito e senza reddito

 

Reddito e composizione dei nuclei nel Nucleo ERP di Corviale

Dimensione familiare, persone senza reddito e reddito medio

Indicatore

Distribuzione dei nuclei per numero di componenti, con distinzione tra persone con e senza reddito e reddito medio per nucleo e per persona.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale (1.076 nuclei, 2.480 persone).

Persone senza reddito: il vero nodo

Il dato più critico è la quota di persone senza alcun reddito, che cresce con la dimensione del nucleo:

  • Nuclei da 1 persona:13% senza reddito
  • 2 persone:30%
  • 3 persone:40%
  • 4 persone:55%
  • 5 persone:63%
  • 6–8 persone:oltre 70%

Questo significa che:

  • nei nuclei più grandi una persona su due (o più)non ha reddito;
  • il carico economico grava su pochissimi percettori, spesso uno solo.

 

Lettura interpretativa

Il dato ATER descrive una povertà strutturale da composizione del nucleo, non episodica:

  • i nuclei piccoli (1–2 persone), spesso anziani, hanno redditi bassi ma relativamente stabili;
  • i nuclei più grandi, che sarebbero quelli per cui gli alloggi erano progettati, presentano:
  • bassissimo reddito pro capite,
  • altissima dipendenza interna,
  • forte esposizione a morosità, vulnerabilità e disagio.

Questo profilo è molto diverso dalla media urbana romana, dove:

  • i nuclei numerosi tendono ad avere più percettori,

e un reddito pro capite meno compresso.

A Corviale i nuclei più grandi sono anche i più poveri: pochi redditi, molte persone a carico, redditi pro capite da soglia di povertà.

Composizione dei nuclei familiari: Corviale ERP vs Roma

Reddito procapite per dimensione del nucleo

 

ANALISI COMPARATIVA – Reddito e composizione dei nuclei Nucleo ERP Corviale vs Città di Roma

  • Corviale (ATER)→ redditi reali e certidei nuclei ERP
  • Roma (ISTAT)→ struttura media dei redditi e dei nuclei (censimento + statistiche fiscali)

Reddito pro capite: il divario vero

Corviale (ATER)

  • Reddito medio per persona: 7.651 €
  • Nei nuclei ≥3 persone scende:
  • 7.375 € (3 componenti)
  • 6.036 € (4 componenti)
  • <4.000 € oltre i 5 componenti

Roma (dati ISTAT + MEF, ordini di grandezza)

  • Reddito medio pro capite urbano: ~20.000 €
  • Anche nei nuclei numerosi:
  • la presenza di più percettorimantiene il reddito pro capite
  • raramente scende sotto 10–12.000 €
Differenza strutturale

A Corviale il reddito pro capite è meno della metà di quello urbano, e nei nuclei grandi può essere un quarto o un quinto.

Numero di percettori: il vero discrimine

Corviale

  • 39,8% delle persone senza reddito
  • Nei nuclei ≥4 componenti:
  • oltre il 55–70%senza reddito
  • spesso un solo percettore per 4–6 persone

Roma

  • Nei nuclei familiari medi:
  • presenza più frequente di 2 redditi
  • partecipazione femminile al lavoro più alta
  • La dipendenza interna è molto più bassa

 Qui sta la differenza chiave

A Roma i nuclei grandi funzionano perché hanno più redditi.
A Corviale i nuclei grandi sono poveri perché hanno un solo reddito 

Il confronto con Roma mostra che il problema di Corviale non è solo il livello del reddito, ma la sua struttura: pochi percettori, molte persone a carico, redditi pro capite da soglia di povertà. Una condizione radicalmente diversa da quella urbana, l’intrappolamento nel sistema ERP.

Reddito degli adulti nei nuclei ERP (esclusi i minori)

Reddito medio per nucleo e per persona adulta – Nucleo ERP Corviale

Indicatore

Distribuzione dei nuclei per numero di componenti, con conteggio delle persone adulte con e senza reddito e reddito medio calcolato escludendo i minori.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

i dati (senza minori)

Escludendo i minori, il quadro cambia in modo significativo rispetto alla slide precedente:

  • le persone considerate scendono a 2.480, ma ora rappresentano solo popolazione adulta;
  • il reddito medio per persona adultasale a 14.027 €(contro 7.651 € includendo i minori);
  • il reddito medio per nucleoresta basso: 17.634 €.

 Questo scarto indica che il problema non è solo il livello del reddito, ma la sua distribuzione all’interno del nucleo.

Nei nuclei medio-grandi il reddito adulto torna a scendere, segnalando una concentrazione del reddito su pochissimi percettori.

Persone adulte senza reddito

Anche escludendo i minori, la quota di adulti senza reddito resta elevata:

  • 987 persone su 2.480→ 39,8%
  • Nei nuclei da 3–5 componenti:
  • circa 1 adulto su 3–2è senza reddito;
  • Nei nuclei più grandi la dipendenza interna resta molto alta.

Questo indica che:

  • il carico economico grava su uno o due adulti;
  • la sostenibilità del nucleo dipende da redditi individuali bassi.

Maggiorenni con e senza reddito per dimensioni nucleo familiare

Componenti del nucleo familiare maggiorenni e minorenni
Reddito medio per nuclei e persone maggiorenni

Reddito degli adulti nei nuclei ERP (esclusi i minori)

Reddito medio per nucleo e per persona adulta – Nucleo ERP Corviale

 

Indicatore

Distribuzione dei nuclei per numero di componenti, con conteggio delle persone adulte con e senza reddito e reddito medio calcolato escludendo i minori.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

 

Lettura interpretativa

Questa slide consente una distinzione cruciale:

  • non siamo di fronte solo a nuclei poveri perché “ci sono i minori”;
  • anche considerando solo gli adulti, il sistema resta fragile:
  • molti adulti senza reddito,
  • redditi individuali modesti,
  • nuclei che non riescono a generare autonomia economica.

Il confronto con Roma resta implicito ma netto:

  • in città, il reddito adulto medio è più alto e più diffuso;
  • a Corviale, il reddito è concentrato e poco moltiplicabile.
Anche senza minori, quasi il 40% degli adulti a Corviale non ha reddito: la fragilità è strutturale, non solo familiare.

Popolazione attiva e inattiva nel Nucleo ERP di Corviale

Condizione lavorativa della popolazione residente

Indicatore

Distribuzione della popolazione per condizione lavorativa, con distinzione tra popolazione attiva (occupati + disoccupati) e inattiva.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

Struttura del dato

Popolazione totale considerata: 2.045 persone
(di cui 867 attive e 1.178 inattive)

Popolazione attiva – 867 persone (42,4%)

La popolazione attiva è:

  • fortemente concentrata su lavoro operaio;
  • con una quota rilevante di disoccupati(circa 1 attivo su 5).
  •  

Popolazione inattiva – 1.178 persone (57,6%)

Oltre la metà della popolazione è inattiva, e più di 6 persone su 10 degli inattivi sono pensionati.

Lettura interpretativa

Questo dato chiarisce in modo definitivo la natura socio-economica del Nucleo ERP di Corviale:

  • la base occupazionale è ristretta;
  • il lavoro è poco diversificato(prevalenza operaia);
  • il numero di pensionati è elevatissimo, coerente con:
  • invecchiamento demografico,
  • crescita dei nuclei monocomponente,
  • redditi bassi ma relativamente stabili.

La presenza di 176 disoccupati su 867 attivi indica inoltre che una quota significativa della popolazione vorrebbe lavorare ma non lavora, rafforzando il quadro di fragilità economica.

Condizione lavorativa della popolazione residentePopolazione maggiorenne per condizione occupazionale

A Corviale lavora meno della metà della popolazione, e chi lavora è quasi tutto concentrato nel lavoro operaio.

Indicatori del mercato del lavoro: Corviale ERP vs Roma

Popolazione per condizione professionale: Corviale ERP vs Roma


ANALISI COMPARATIVA – Popolazione attiva e inattiva

Nucleo ERP Corviale vs Città di Roma

Indicatore

Distribuzione della popolazione residente per condizione lavorativa, con distinzione tra popolazione attiva (occupati + disoccupati) e inattiva (pensionati, studenti, casalinghe, altri inattivi).

 

Fonti

  • ISTAT, Censimento permanente della popolazione 2021
  • ISTAT, Rilevazione sulle Forze di Lavoro, anni 2021–2022
  • ISTAT, Indicatori del mercato del lavoro comunale
  • ATER Roma, database gestionale Nucleo ERP Corviale
  •  

Lettura interpretativa

Il confronto mostra che Corviale non è semplicemente “più povera” di Roma, ma funziona come un sistema socio-economico diverso.

A Roma:

  • la maggioranza della popolazione è attiva;
  • l’inattività è in larga parte transitoria(studenti) o distribuitasul territorio;
  • il mercato del lavoro è diversificato e consente entrate multiple nei nuclei.
  •  

A Corviale:

  • l’inattività è permanente e concentrata;
  • i pensionati rappresentano una quota eccezionalmente alta;
  • la base lavorativa è ristretta e poco qualificata;
  • una quota rilevante degli attivi è disoccupata, quindi senza reddito.
  •  

Questo significa che il sistema ERP regge su pochi redditi che sostengono molti inattivi, una condizione che rende fragile qualsiasi equilibrio economico.

A Corviale lavora meno della metà della popolazione, contro quasi due terzi a Roma: l’ERP concentra inattività e pensionamento, riducendo la capacità di rigenerazione sociale.

Condizione lavorativa per composizione del nucleo

Professioni, dimensione familiare e reddito medio nel Nucleo ERP di Corviale

Indicatore

Distribuzione della popolazione per condizione lavorativa, incrociata con la dimensione del nucleo familiare (da 1 a 8 componenti), con indicazione del reddito medio per tipologia occupazionale.
Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

I nuclei piccoli sono dominati da pensionati

Nei nuclei da 1 e 2 componenti:

  • pensionati sono largamente maggioritari:
  • 192 su 314 nei nuclei da 1,
  • 306 su 764 nei nuclei da 2;
  • il reddito medio dei pensionati è 12.014 €, relativamente stabile ma basso.
  •  

Questo conferma che una parte rilevante del patrimonio ERP è oggi occupata da anziani soli o coppie anziane, in alloggi pensati per famiglie numerose.

 I nuclei medi e grandi concentrano disoccupazione e inattività

Nei nuclei da 3 a 5 componenti cresce in modo evidente:

  • il numero di disoccupati:
  • 118 nei nuclei da 3,
  • 76 nei nuclei da 4,
  • 45 nei nuclei da 5;
  • la presenza di studenti, casalinghe e minori, che non producono reddito.

Professioni in base alla composizione del nucleo familiare

Lettura interpretativa

Questa matrice rende evidente un meccanismo strutturale:

  • nuclei piccoli→ redditi bassi ma stabili (pensioni);
  • nuclei medi e grandi→ alta concentrazione di:
  • disoccupazione,
  • inattività,
  • lavoro operaio a basso reddito;
  • pochissimi nuclei hanno più di un reddito “forte”.
  •  

Il risultato è che la dimensione del nucleo diventa un fattore di impoverimento, non di protezione, esattamente l’opposto di quanto accade nella città di Roma.

Il lavoro operaio è il vero pilastro (ma non basta)

La categoria numericamente più rilevante tra gli attivi è quella degli operai o assimilati:

  • 642 persone, distribuite soprattutto nei nuclei da 2, 3 e 4 componenti;
  • reddito medio 14.586 €, insufficiente a sostenere nuclei medio-grandi.

 Il lavoro operaio è il cuore economico del quartiere, ma non genera redditi tali da garantire autonomia o uscita dall’ERP.

Lavoro qualificato quasi assente

Le categorie più qualificate sono marginali:

  • Impiegati:7 persone
  • Lavoratori autonomi:42 persone

Anche quando presenti, non sono sufficienti a riequilibrare il nucleo:

  • l’autonomo ha un reddito medio di 10.224 €,
  • spesso unico percettore in nuclei medio-grandi.
A Corviale i nuclei grandi non sono sostenuti da più redditi, ma da un solo lavoro operaio o da pensioni: la fragilità cresce con la dimensione familiare.

Povertà economica e dimensione del nucleo familiare

Famiglie sotto la soglia di povertà e famiglie senza reddito nel Nucleo ERP di Corviale
Indicatore Distribuzione delle famiglie per numero di componenti (da 1 a 7+), con evidenza:
  • delle famiglie sotto la soglia di povertà;
  • delle famiglie con reddito pari a zero. Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

Famiglie sotto e sopra la soglia di povertà

49,1% di famiglie sotto la soglia di povertà

Povertà e dimensione del nucleo

Famiglie sotto la soglia di povertà

L’incidenza è molto alta in tutte le tipologie di nucleo, ma con differenze significative:

  • 1 componente:196 su 314 → 62,4%
  • 2 componenti:175 su 382 → 45,8%
  • 3 componenti:79 su 212 → 37,3%
  • 4 componenti:40 su 102 → 39,2%
  • 5 componenti:26 su 48 → 54,2%
  • 6 componenti:8 su 10 → 80,0%
  • 7+ componenti:4 su 8 → 50,0%
  •  

 La povertà non diminuisce con la dimensione del nucleo:
è altissima nei nuclei piccoli (anziani soli) e drammatica nei nuclei molto grandi.

Famiglie con reddito zero

Il dato sul reddito zero è ancora più critico:

  • 1 componente:40 famiglie → 12,7%
  • 2 componenti:24 famiglie → 6,3%
  • 3 componenti:9 famiglie → 4,2%
  • 4 componenti:9 famiglie → 8,8%
  • 5 componenti:6 famiglie → 12,5%
  • 6 componenti:3 famiglie → 30,0%
  • 7+ componenti:3 famiglie → 37,5%

Nei nuclei molto grandi, fino a una famiglia su tre vive senza alcun reddito.

Lettura interpretativa

Questa tabella mostra in modo inequivocabile che a Corviale:

  • la povertà è strutturale, non residuale;
  • colpisce sia:
  • nuclei piccoli(pensioni minime, anziani soli),
  • sia nuclei grandi(assenza di percettori, disoccupazione);
  • la dimensione del nucleo non protegge dalla povertà, ma spesso la amplifica.
  •  

Il dato più allarmante è la coesistenza di alloggi grandi (90–100 mq) con:

  • nuclei numerosi senza reddito,
  • anziani soli sotto la soglia di povertà,
    in un sistema ERP che non consente mobilità né adattamento.

Famiglie sotto e sopra la soglia di povertà

A Corviale la povertà riguarda metà delle famiglie e diventa estrema nei nuclei più grandi: l’ERP concentra fragilità economica senza strumenti di riequilibrio.

Povertà (%)

 

Incidenza della povertà e del reddito zero per dimensione del nucleo

Quote percentuali di famiglie povere e in povertà estrema – Nucleo ERP Corviale

Indicatore

Incidenza percentuale:

  • delle famiglie sotto la soglia di povertà;
  • delle famiglie con reddito zero,
    sul totale delle famiglie e sul sottoinsieme delle famiglie povere, per dimensione del nucleo (1–7+ componenti).
    Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

Povertà (% sul totale delle famiglie)

  • Totale Corviale:49,1%
  •  

 La povertà non diminuisce all’aumentare del nucleo: resta elevata per gli anziani soli e diventa quasi totale nei nuclei molto grandi.

Reddito zero tra le famiglie povere

  • Totale:17,8%delle famiglie povere
  • Valori estremi:
  • 6 componenti:37,5%
  • 7+ componenti:75,0%

Nei nuclei più grandi, la povertà è spesso povertà estrema, senza alcuna entrata monetaria.

Reddito zero sul totale delle famiglie

  • Totale Corviale:8,7%
  • Valori critici:
  • 1 componente:12,7%
  • 5 componenti:12,5%
  • 6 componenti:30,0%
  • 7+ componenti:37,5%
  •  

Nei nuclei molto grandi, una famiglia su tre–quattro vive senza alcun reddito.

Incidenza della povertà e del reddito zero per dimensione del nucleo

Quote percentuali di famiglie povere e in povertà estrema – Nucleo ERP Corviale

Indicatore

Incidenza percentuale:

  • delle famiglie sotto la soglia di povertà;
  • delle famiglie con reddito zero,
    sul totale delle famiglie e sul sottoinsieme delle famiglie povere, per dimensione del nucleo (1–7+ componenti).
    Fonte: Database gestionale ATER – Nucleo ERP Corviale.

 

Lettura interpretativa

Questa matrice percentuale chiarisce tre elementi strutturali:

La povertà è trasversale colpisce sia:

  1. nuclei piccoli (pensioni minime, anziani soli),
  2. nuclei grandi (assenza di percettori, disoccupazione).

La dimensione del nucleo diventa un fattore di rischio
a partire da 5 componenti, il rischio di povertà cresce rapidamente, fino a livelli estremi

Quasi una famiglia su due nel Nucleo ERP è povera, un dato incomparabile con la media urbana romana.

Incidenza nuclei a Reddito 0 su totale delle famiglie sotto la soglia di povertà

Incidenza nuclei a Reddito 0 su totale delle famiglie

A Corviale la povertà riguarda metà delle famiglie e diventa estrema nei nuclei più grandi: l’ERP concentra povertà strutturale, non transitoria.

Condizione economica, lavoro e povertà nel Nucleo ERP di Corviale: evidenze dai dati ATER

di Enrico Puccini e Federico Tomassi

 

L’analisi dei dati amministrativi ATER consente di osservare con precisione la struttura economica attuale del Nucleo ERP di Corviale, restituendo un quadro che integra e approfondisce le dinamiche demografiche emerse dai censimenti ISTAT. Se questi ultimi descrivono l’invecchiamento e la trasformazione della composizione familiare, i dati ATER mostrano come tali cambiamenti si traducano in una fragilità economica strutturale.

Il Nucleo ERP comprende 1.076 famiglie e 2.480 persone. Il reddito medio per nucleo è pari a 17.634 euro annui, ma il dato medio nasconde una forte polarizzazione interna. Il reddito medio per persona si attesta intorno a 7.651 euro, valore che scende ulteriormente nei nuclei più numerosi. Nei nuclei con quattro componenti il reddito pro capite è di circa 6.000 euro annui; nei nuclei con cinque componenti scende sotto i 4.000 euro. Ciò significa che l’aumento della dimensione familiare non si accompagna a un incremento proporzionale dei percettori di reddito, ma spesso a una maggiore dipendenza interna.

Un elemento centrale è la distribuzione dei percettori. Su 2.480 residenti, 987 risultano senza reddito. In molti nuclei è presente un solo percettore, spesso con redditi modesti. La struttura occupazionale evidenzia una forte concentrazione nel lavoro operaio o assimilato (642 persone), con un reddito medio di circa 14.586 euro. Le professioni più qualificate sono residuali (7 impiegati e 42 lavoratori autonomi), mentre i disoccupati rappresentano una quota significativa degli attivi. La popolazione inattiva, composta in larga parte da pensionati (715) e studenti (225), supera numericamente quella attiva.

Il dato più critico riguarda la povertà. Le famiglie sotto la soglia di povertà sono 528, pari al 49,1% del totale. Le famiglie con reddito pari a zero sono 94, corrispondenti all’8,7% del totale. Nei nuclei con sei componenti, l’80% delle famiglie si colloca sotto la soglia di povertà; nei nuclei con sette o più componenti, oltre un terzo delle famiglie non dispone di alcun reddito. Tuttavia, la povertà non è circoscritta ai nuclei numerosi: anche tra i nuclei monocomponente l’incidenza supera il 60%, a testimonianza della diffusione di pensioni minime e situazioni di marginalità economica.

Questi dati indicano che la fragilità non è episodica ma sistemica. L’ERP, nato come strumento di protezione e accompagnamento verso condizioni di maggiore autonomia, tende oggi a configurarsi come uno spazio di permanenza prolungata, in cui redditi bassi, inattività e disoccupazione si consolidano nel tempo. La bassa mobilità abitativa e la ridotta rotazione degli alloggi contribuiscono a questo processo, limitando il ricambio e la possibilità di adattare il patrimonio alle mutate condizioni familiari.

L’analisi ATER evidenzia inoltre il legame tra condizione economica interna e contesto urbano più ampio. Gli alloggi occupati nel Nucleo ERP fanno parte di un patrimonio pubblico complessivamente limitato rispetto alla domanda: a fronte di circa 74.000 alloggi ERP in città, le famiglie in graduatoria superano le 16.000 unità. In questo scenario, la permanenza prolungata nei grandi alloggi, anche in presenza di nuclei ridotti o condizioni di grave fragilità, incide sulla capacità del sistema di rispondere all’emergenza abitativa.

In conclusione, i dati ATER mostrano un quadro in cui disoccupazione, redditi bassi e povertà diffusa si intrecciano con la struttura abitativa e con la limitata mobilità del sistema ERP. Intervenire esclusivamente sulla riqualificazione fisica del patrimonio non appare sufficiente. Le evidenze suggeriscono la necessità di politiche integrate che rafforzino l’occupabilità, aumentino il numero di percettori per nucleo e favoriscano una maggiore flessibilità nell’uso del patrimonio pubblico. Solo affrontando congiuntamente le dimensioni economica e abitativa sarà possibile contrastare in modo strutturale la cristallizzazione della vulnerabilità nel Nucleo ERP di Corviale.